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Destituire il giudice Bellomo. Quando le toghe vanno alla sbarra

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Posted on: 01/10/18
Non è un periodo semplice per la magistratura. Oggi l'adunanza del Consiglio di Stato ha dato il via libera alla destituzione di Francesco Bellomo, travolto dallo scandalo sulla scuola "Diritto e scienza". I 70 consiglieri al termine di una riunione di 2 ore, presieduta dal presidente aggiunto Filippo Patroni Griffi, hanno calato la scure su una videnda che ha riportato l'attenzione mediatica sui peccati dei giudici. Che spesso da "arbitri in terra del bene e del male" - direbbe De Andrè - finiscono alla sbarra accusati dei più gravi reati.Il fatto è che (a parte alcune eccezioni) magistrati, giudici e pm indagati fanno meno rumore di un politico ammenattato o processato. È la legge dei media, e bisogna adeguarsi. Ma di casi eclatanti (e recenti) che coinvolgono le toghe ce ne sono diversi.Bellomo e il mese nero di RovigoQuella Bellomo è ormai storia nota. L'adunanza generale del Consiglio di Stato, ratificando quanto già deciso dal Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, ha destituito l'ex magistrato su cui sono state aperte indagini anche dalla procura di Bari e Piacenza. Si va dall'imposizione di un dress code alle borsiste al divieto di matrimonio, passando per presunti contratti di schiavitù sessuale. Una bufera. Cui però vanno aggiunte le disavventure di tanti altri colleghi.A Rovigo ne sanno qualcosa. E non solo perché il pm Davide Nalin è stato sospeso dal Csm per il suo ruolo di assistente di Bellomo. L'accusa rivoltagli dal Pg di Cassazione, Pasquale Ciccolo, è quella di essere stato un "mediatore" tra Bellomo e una delle borsiste, così da procurare "indebiti vantaggi", anche di "carattere sessuale", al direttore della "Diritto e Scienza". Non solo. Perché sempre a Rovigo negli ultimi mesi a finire sotto la lente di ingrandimento è stato il giudice della sezione civile, Alessandra Paulatti. A creare scandalo la sua festa per i 64 anni a cui avrebbero partecipato giudici, avvocati, notai e consulenti del tribunale. Party in cui era prevista una "lista di viaggio" a spese degli invitati, scelta ritenuta "inopportuna" da molti visto il suo ruolo giuridico (ma non dall'Anm che l'ha definito un "fatto privato").Il clan e l'amante del testeDi magistrati che hanno "compromesso il prestigio dell'ordine giudiziario" ce ne sono stati molti. Nel passato come nel presente. Tra questi anche Guglielmo Caristo, la cui vicenda risale alla metà degli anni '90. Dopo essere stato rimosso dal Csm dal suo ruolo di consigliere della corte di Appello di Firenze, pochi anni dopo venne anche arrestato con l'accusa di aver accettato regalie da parte del clan Maniero. Alessandro Chionna, invece, si fece trasportare dalle belle presenze in aula. Durante l'inchiesta da lui coordinata contro Gigi Sabani e Valerio Merola sui "provini a luci rosse" (archiviato), il pm di Biella venne beccato dai paparazzi con Anita Ceccariglia, che però era uno dei testimoni. E così, costretto a lasciare il caso, Chionna si consolò sposando la bella testimone. Non tutti i mali vengono per nuocere.Violenza sessuale e corruzioneDiverso il caso di Roberto Staffa, magistrato alla procura di Roma, arrestato nel 2013 e finito a processo per un lungo elenco di reati che vanno dalla violenza sessuale alla corruzione, passando per la rivelazione dei segreti di ufficio. In breve, Staffa - che ora è accusato a piede libero e per cui la procura ha chiesto 10 anni e 6 mesi di reclusione - avrebbe avuto rapporti sessuali con alcuni trans nel suo ufficio in piazzale Clodio in cambio di favori vari. Non solo, perché nel suo ufficio sarebbero stati trovati 650 file pedopornografici.Le ville per gli amici e la "cricca"Sempre per rimanere ai casi più recenti, ci sarebbe anche la sospensione del giudice di Sassari (interdetto per un anno) tra gli aneddoti da raccontare. Secondo l'accusa Alessandro Di Giacomo avrebbe "veicolato" l'acquisto di una villa all'asta (a prezzo stracciato) a Porto Cervo alla figlia del presidente della Corte di Appello di Cagliari, Francesco Mazzaroppi. In generale le accuse sono di turbativa d'asta e falso e riguardano a un giro di vendite giudiziarie sospette del Tribunale di Tempio Pausania (in cui sarebbero coinvolti anche altri magistrati). Un putiferio. Senza contare la "cricca", il "sistiema clienterale" che secondo il Gip di Salerno ruotava attorno al giudice Mario Pagano, fatta di esponenti della magistratura (due sono stati indagati), politici e imprenditori al fine di "pilotare l'assegnazione delle cause civili e tributarie alle quali erano interessate persone amiche". In cambio, Pagano avrebbe ottenuto Rolex e soldi per una società sportiva e per un suo agriturismo.Il pusher, le tangenti e la corruzioneNel febbraio dell'anno scorso non passò inosservata la confessione di un magistrato che, messo alle strette, ammise di essere uno dei clienti del "pusher della Palermo bene". Per non parlare, sempre nel capoluogo siciliano, del rinvio a giudizio per l'ex presidente della Sezione misure di prevenzione, Silvana Saguto (e altri venti indagati tra cui altri magistrati). Per i pm che hanno indagati ci sarebbe stata una "gestione spregiudicata dei patrimoni sottratti alla mafia". Le ipotesi di reato vanno dalla corruzione all'abuso d'ufficio, passando alla truffa aggravata. "Molti giudici sono incorruttibili", diceva ironico Bertolt Brecht. Ma non tutti.




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